The fila

fila brasileiro

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This is a copy of an article I wrote for Canidapresa some times ago! Since I wrote it something may have been changed! I tried to be as accurate as I could in order to give a complete pool of information. if I have missed something I will be happy to correct myself. I'll translate it in English as soon as possible.

Questa è un articolo che ho scritto per Canidapresa qualche tempo fa. Ho cercato di essere il più accurato possibile in modo da fornire un set completo di informazioni. Se ho omesso qualcosa di importante fatemelo sapere e lo correggerò volentieri. Spero di poterlo tradurre in Inglese al più presto.

 

LE ORIGINI

Le origini del fila, riconosciuto ufficialmente nel 1946, sono tuttora controverse e oggetto di discussione. La tesi europeista  ritiene la razza una sintesi creata circa un secolo fa  tra l'antico bulldog usato per trasmettere combattività e tempra, il mastiff per la massa e la potenza e infine il bloodhound ( un grosso segugio inglese) utilizzato per il fiuto finissimo. A questa si contrappongono le tesi di studiosi brasiliani che vedono il fila come  il discendente dei cani  portati in sud America dai  primi colonizzatori europei nel XVII secolo: si trattava per lo più di cani da guerra di tipo molossoide usati per tenere lontani gli indios dai presidi e per inseguire gli schiavi  fuggiti dalle piantagioni; queste teorie ammettono, solo in un secondo tempo,  l'incrocio  con razze come foxhound, perdiguero (un cane da caccia portoghese) e i già citati mastiff e bloodhound. Qualunque ne siano le origini è certo che nel corso della sua storia il fila dovette adattarsi a svolgere una quantità di lavori come la caccia al giaguaro, la custodia delle mandrie , la guardia delle proprietà fino ad essere impiegato dall'esercito e dalla polizia in particolari situazioni (ad esempio nelle carceri) , compiti impegnativi per i quali erano indispensabili forza, coraggio e resistenza. Quello che emerge è il quadro di un cane rustico ma soprattutto versatile, tanto che in Brasile il fila é chiamato il cane dai 100 usi  ma anche cabezudo (cioé testone); questo binomio riassume benissimo le peculiarità di una razza in grado di mantenere intatto il proprio forte carattere e tuttavia capace di adattarsi in ogni circostanza  ad esaudire i desideri del proprio padrone !  

 

FUNZIONALITA’ E CARATTERE

Il fila è un cane da scoprire poco a poco. Non colpisce immediatamente, non si rimane folgorati dal suo aspetto che desta innanzi tutto perplessità. Chi osserva un fila per la prima volta ora lo scambia per un grosso cane da caccia, ora per un piccolo mastiff, mentre i più esperti sentenziano trattarsi senz'altro di un tosa inu. Non è effettivamente facile apprezzare la morfologia di questi cani, che così poco concedono all'estetica fine a se stessa, che non presentano caratteristiche fisiche pompate per attrarre l'occhio o per ragioni di moda o per i paradossi della selezione moderna. Il fila è un grosso molossoide dall'aspetto in un certo modo anonimo. Se questo potrebbe sembrare un punto di demerito, senz'altro è visto come un pregio per tutti coloro che sono alla ricerca di un cane vero, ovvero di un animale il cui aspetto è sinonimo di funzionalità, scolpito con forza nel tempo dalla selezione naturale. Non la selezione artificiosa dell'uomo, ma quella dura delle campagne brasiliane che ha operato attraverso la fatica quotidiana, la cattiva alimentazione, gli insetti, i serpenti, i grossi felini e i pericolosi bovini che i fila tenevano coraggiosamente a bada spesso rimediando cornate o colpi di zoccolo mortali. Bisogna ricordare che negli ambienti rurali il cane era considerato come uno strumento di lavoro, utile ma sacrificabile. Qualcosa probabilmente è cambiato e i cani moderni che vivono in famiglia sono senz'altro più grandi e pesanti di quei soggetti temprati dal lavoro quotidiano, ma l'aspetto e la sostanza sono gli stessi. Chi ha modo di osservare un fila in azione si accorge immediatamente di non avere a che fare con un cane artificiale: la velocità con cui passa dalla calma di un sonnellino all'azione è stupefacente. Il movimento lento e indolente, così tipico dei molossoidi si trasforma quando occorre in scatti di impressionante velocità, in cambiamenti di direzione fulminei, in salti sorprendenti. Non è facile tenere rinchiuso un fila se questo non è d’accordo: corde o catene strappate, muri o recinti di due metri superati, porte incredibilmente aperte sono in questi casi la norma. Un cane dalle notevoli capacità fisiche, capace di sopportare le avverse condizioni climatiche, robusto, sano, che corre, salta, nuota (e qualche volta si arrampica ) con estrema facilità. Qualità che perderebbero gran parte del loro pregio se non fossero supportate da un carattere altrettanto notevole, il vero punto di forza della razza. Chi è innamorato del fila non riesce semplicemente a descrivere il suo cane, piuttosto lo racconta! Quello che emerge spesso spiazza e confonde chi non ha molta dimestichezza con i cani. Perché sembra impossibile che un animale dal temperamento tanto forte, con aggressività e diffidenza nei confronti degli estranei superiore alla media, possa essere contemporaneamente tanto affettuoso e legato al padrone e alla sua famiglia. Chi osserva un fila in compagnia del padrone potrebbe fraintendere la sua vera vocazione, che è la guardia. L’espressione del cane è quasi tonta, i movimenti e l’atteggiamento quelli di un cucciolo affettuoso che non perde mai di vista il suo amico umano. Eppure all' avvicinarsi di un intruso o al presentarsi di qualsiasi forma di sfida o provocazione la trasformazione è istantanea e sorprendente: i muscoli tesi, il muso ringhiante, i denti scoperti di chi non sta scherzando. Il piacere di possedere un fila sta proprio in questo, è il gusto di avere a fianco non un umile animale dagli istinti frustrati ma piuttosto un fiero amico pieno di temperamento e carattere, affettuoso e giocherellone come il più tranquillo dei cani da compagnia con la sua famiglia, risoluto con gli estranei. La lealtà nei confronti del padrone è assoluta e l’adattabilità alta. Il fila osserva, pensa, impara. Se si vuole avere un difensore della casa al di sopra di ogni sospetto, basterà non mettere a contatto il cane con altre persone. Un fila della linea di sangue appropriata non socializzato attaccherà chiunque, uomo o animale che si avvicini troppo alla sua proprietà! Se si desidera un amico sicuro da portare in giro tutto il giorno basterà abituarlo e questi non darà problemi di nessun tipo, né con le persone ne con gli altri cani. Camminerà tranquillo in mezzo alla gente senza tirare, tenendo tutto sotto controllo con distacco ma reagirà in difesa del padrone se e solo se la situazione lo richiede. Persone diverse, fila diversi, con il denominatore comune del carattere: fedeltà al padrone e un certo fuoco interiore che può ora covare sotto la cenere, ora esplodere in violente fiammate.  

 

UNA RAZZA, MOLTI CLUB

Fu nell'anno 1946 che alcuni esemplari di fila furono presentati per la prima volta a un’esposizione canina. Si trattava di Bumbo e Rola de Vila Paulista, di proprietà di Carlos Alberto Euler Bueno e originari della regione di Minas Gerais. Questi furono anche i primi fila a essere iscritti al: " Registro Inicial" del Kennel Club Paulista. Nello stesso anno il Dr. Paulo Santos Cruz redasse il primo standard e il fila cominciò così la sua carriera nella cinofilia ufficiale. A partire dagli anni 70 il fila acquistò popolarità e si diffuse nelle grandi città del Brasile come San Paulo e Rio de Janeiro. Nel 1975 venne chiuso il "Registro Inicial", impedendo così ulteriori iscrizioni dei fila delle fattorie dell'interno del Brasile. Nel 1978 circa, nacque il CAFIB (Commissao de Aprimoramento do Fila Brasileiro) grazie all iniziativa del giornalista Antonio Carvalho Mendes. Secondo i rappresentanti di quest’associazione bisognava far fronte al progressivo deterioramento della razza causato dal fatto che molti allevatori sull'onda della sua crescente popolarità avevano cominciato a incrociare il fila puro con mastiff, mastino napoletano e alano falsificando i pedigree.Un altro club quindi era entrato a complicare la già complessa situazione della cinofilia brasiliana. Nel 1970 vi erano in Brasile, infatti,  due organizzazioni cinologiche: la BKC (Brasil Kennel Club), riconosciuto dalla FCI e la FCB (Federcao Cinològica do Brasil), riconosciuta dal ministero dell'agricoltura. In seguito ci fu la fusione delle due associazioni e si arrivò alla CBKC (Confedercao Brasil Kennel Club), che permise di avere un solo registro di iscrizione. Successivamente però, a causa di forti discrepanze interne vi fu una nuova scissione e sorse la ACB (Associacao Cinologica do Brasil) che poteva contare sull'appoggio dei Kennel Club dei quattro stati più ricchi del Brasile, e che accettava tutti i fila appartenenti al Cafib. Furono fatti tentativi di conciliare le due associazioni, ma la ACB era disposta ad arrivare un accordo solo nel caso in cui la CBKC accettasse il suo programma a favore di una cinofilia più rigida e controllata. La ACB è stata per un periodo la più grande associazione cinofila del Brasile, ma si trovava isolata per via delle difficoltà che ha con le importazioni e esportazioni nonché per l'impossibilità dei suoi giudici di esercitare all estero. Recentemente la situazione si è nuovamente complicata, vi sono state ulteriori divisioni e al momento esistono quattro associazioni diverse che possono fornire pedigree al fila. Di queste l’unica affiliata alla FCI resta la CBKC e attualmente tra le razze iscritte a questo club il fila si assesta come numero di soggetti circa al sesto posto. Il primo paese a prestare attenzione al fila al di fuori del suo paese d'origine fu la Germania: il principe Albrecht Von Bayern, in seguito a un viaggio in Brasile nel 1954 conobbe la razza e importò i primi esemplari che si guadagnarono l'ammirazione dell'alta società. 

         

                             GAROA DE PARNAPUAN                                                                                  DUNGA DE PARNAPUAN

Attualmente in Germania il fila è una realtà consolidata, è tutelato dal Club fur Molosser e il bollettino ufficiale ha una sezione interamente dedicata a questa razza. La principale ondata di importazioni in Europa e nel mondo si verificò comunque negli anni 80. Il 1983 fu un anno importante per il successo del fila negli Stati Uniti, grazie a un articolo pubblicato da Clelia Kruel sul famoso giornale Dog World.  L'interesse fu tale che già nel 1984 sorgeva in Georgia il primo Fila Brasileiro Club of America. Successivamente la popolarità della razza crebbe  tanto che dopo soli tre anni il club poteva vantare  associati in 24 diversi stati, mentre nel 1992 nasceva un nuovo club in Texas, ovvero la "Fila Brasileiro Association" con lo scopo  di seguire da vicino la politica della CBKC, poiché il club nato in Georgia aveva intrapreso una propria linea di azione. Grande successo anche in altri paesi europei, come Olanda, Austria, Portogallo e Spagna. Proprio in Spagna la razza, tutelata dal il Club Espanol de los molosos de arena, stà vivendo un periodo particolarmente felice, grazie a un folto gruppo di appassionati e  molte importazioni dal Brasile. In Italia il primo fila in esposizione si è visto per la prima volta circa vent’anni fa grazie al Generale Licciardello, ma solo dieci anni più tardi sono cominciate le importazioni ed è nato il primo allevamento. Nel nostro paese i fila sono tutelati unitamente ad altre razze dal C.I.M. ( Club Italiano del Molosso ) e il  numero di soggetti sta aumentando di anno in anno lentamente ma con costanza.

 
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