Terzo Atto (Purificazione)

Contemplato il mistero della morte, il racconto vi accompagna in seno alla terra in un buio inferno dantesco popolato da inquietanti forme di enormi stalattiti e stalagmiti.

Siete entrati nel Terzo Atto.

Ben presto i vostri occhi si abitueranno alla penombra e potrete ammirare la bellezza di queste caverne artificiali rivestite di materiali naturali provenienti da grotte della Sardegna, del Monte Gazzo a Sestri Ponente e dalla Spagna.

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Dagli oculi praticati nella volta entrano fasci di luce che si vanno a riflettere sulle acque di un lago sotterraneo; in origine gli ospiti di Ignazio Pallavicini lasciavano queste grotte tramite una barchetta che li traghettava fuori da questo illusorio inferno.

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Oggi ciò è possibile solo in casi particolari e voi potete abbandonare gli inferi uscendone, seguendo le indicazioni, passeggiando per gli anfratti della caverna.

Appena fuori vi ritrovate sulle rive di un grazioso lago ricavato in un bacino artificiale denso di luci e di colori.

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Questo luogo rappresenta il Paradiso riconquistato dopo la purificazione avvenuta negli inferi, un ambiente ideale dove non esistono dolori ed angosce, un riassunto di perfezione dove sono raccolte, in una parata di stili e colori, edifici da giardino che rappresentano ogni luogo della terra.

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Il Tempio di Diana rappresentante del mondo classico occidentale, il Chiosco Turco, la Pagoda Cinese e l'Obelisco Egizio rappresentanti delle culture 'esotiche', tanto alla moda nell'ottocento.

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Percorrendo il lago in barca sareste stati condotti alla riva di un grazioso giardino che rappresenta il Paradiso Terreno: il giardino di Flora.

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Tralasciate per un attimo le bellezze del Lago Grande e imboccate il percorso che dapprima scende per poi risalire a valle dello splendido albero di canfora; attraversate la piccola serra ed entrate nel Viridario di Flora, ovverosia nel giardino segreto della dea adorno di piante da fiore in vaso.

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Da qui entrate nel padiglione della dea, oltre il quale potrete trovare il giardino dell'approdo di cui prima si faceva menzione.

Sulla riva del lago vedete due statue marmoree raffiguranti due giardiniere nell'atto di accogliere visitatori.

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Ammirato questo delizioso ambiente, le bellezze floristiche ed architettoniche, tornate nel Viridario e da qui introducetevi nel percorso a destra che, lungo una spalliera di camelie vi conduce in altre stupefacenti grotte.

Percorso un dedalo sotterraneo che in estate vi farà godere di una piacevole frescura, ammirate scenografiche inquadrature sul Tempio di Diana, vi trovate di nuovo sulle rive del Lago Grande che da questa angolazione vi si presenta in tutta la sua bellezza.

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Il percorso vi conduce quindi a innumerevoli punti di belvedere di cui il primo è il Chiosco Turco, padiglione in forme moresche posto all'apice della collinetta artificiale nella quale sono ricavate le grotte che avete appena visitato.

Salendo, introducendovi nel fitto della vegetazione, giungete alla scena conclusiva del racconto inventato da Michele Canzio, La Rimembranza.

Una piazzetta adorna di lauri, tassi  e cipressi è distaccata dalla collina da una striscia d'acqua che pare cingerla per farne un'isola.

Al di là, contro il pendio, è posta la stele commemorativa in onore del poeta savonese Gabriello Chiabrera; l'acqua separa il mondo dei vivi da quello dei defunti.

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Il sito vi invita ad un momento di riflessione sull'immortalità delle gesta umane e in particolare dell'arte.

Continuando il percorso attraversate il Ponte Romano e giungete al Chiosco delle Rose posto, come il Chiosco Turco, sulla sommità delle grotte; qui e nel successivo Labirinto potete ammirare i giochi d'acqua che nell'ottocento resero famoso il parco.

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Ancora pochi passi e siete nuovamente sulle rive del Lago Grande e sulla penisola che vi permette, con la sua forma allungata, di compiere una vera e propria 'passeggiatina sull'acqua'.

La visita al parco sta per concludersi; ricordatevi di ammirare mentre scendete la bella scena allegorica dell'Aquila che difende la prole dalle fauci del coccodrillo.

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