Note sulla vegetazione
Dal punto di vista botanico, il parco risulta ancora oggi diviso in tre zone ben distinte caratterizzate da diverse presenze vegetazionali: la zona alta composta da un fitto bosco di LECCI, PINI DA PINOLI, PINI MARITTIMI, ALLORI, CORBEZZOLI, ERICA e VIBURNO; la zona centrale a carattere prettamente artificiale con presenze di piante rare ed esotiche e la zona bassa caratterizzata dai resti dell'antico bosco di leccio dei Frati di San Martino.
Prerogativa di Michele Canzio fu quella di progettare il parco con la vegetazione.
Tutte le scenografie sono composte da architetture, arredi ed esemplari floristici adatti a creare le atmosfere romantiche volute.
La progettazione originaria fu tanto finalizzata e sistematica che, dopo più di 140 anni è stato possibile leggere ancora chiaramente le volontà del Canzio, nonostante l'accrescimento incontrollato avvenuto, e quindi operare il restauro.
Nella zona centrale, nella quale si svolgono il primo e il terzo Atto del Racconto, le tipologie vegetali sono state scelte dal progettista per comporre le ambientazioni adatte alla narrazione.
Nel Viale Classico, ad esempio, sono inserite specie tipiche del giardino all'italiana; nel tentativo di organizzare l'atmosfera di un boulevar cittadino si alternano siepi di BOSSO e LAUROCERASO e arancini "scolpiti" ad alberetto nei vasi di marmo.
Accanto alla Casa Rustica del Romitaggio trovate ABETI e AGRIFOGLI che compongono un ambiente montano in netta contrapposizione con la situazione classica precedente.
Spazi luminosi si alternano a siti ombreggiati e cupi e la vegetazione è l'artefice di queste improvvise e suggestive variazioni.
Durante la vostra visita non mancate di ammirare il VIALE DELLE CAMELIE che in tardo inverno e prima primavera si veste di un variopinto velo di corolle.
La maggior parte di queste piante appartengono ancora all'impianto originale (avvenuto presumibilmente nel 1856, in epoca di rifinitura del parco) e hanno oggi raggiunto un portamento arboreo significativo.
Nella zona centrale potete osservare una grande quantità di esemplari arborei di impianto originario che nell'800 erano considerati vere e proprie rarità botaniche, oggi si presentano a voi in uno stato di imponente maturità.
Tra queste l'ALBERO DELLA CANFORA e il CEDRO DEL LIBANO siti sulle sponde del Lago Grande che, con le loro chiome possenti, rivelano l'intento del progettista di adornare il lago di due elementi monumentali e di un gradevole contrasto di colori.
Sulla penisola un bell'esemplare di FAGGIO PENDULO costituisce con il fitto intrico dei rami una volta naturale sotto la quale siete invitati ad entrare per osservare il Giardino di Floro e l'Obelisco.
Il lato a monte del Lago Grande si presenta come un fitto bosco eterogeneo dove chiome contrastanti, per forma e per colore, si sono ormai fuse e costituiscono un ideale fondale naturale alla scena.
LECCI, PINI, CIPRESSI, LAURI, MAGNOLIE, CAMELIE e qualche pianta di CARRUBO protendono le loro fronde sul lago.
Significativo il LABIRINTO DI VERZURA nel quale si svolge parte dei giochi d'acqua, composto da più di cinquecento piante di BOSSO.
Salendo verso il Lago Vecchio incontrate alcuni longevi esemplari di CORBEZZOLO, di MAGNOLIA, di LECCIO; la spalla di monte verso la Cascata del Lago, anni fa colpita da un incendio, è interessata da molte nuove introduzioni.
Passato il ponticello del Lago Vecchio notate alla vostra sinistra un imponente esemplare di LECCIO e, alla vostra destra, l'ARAUCARIA e la QUERCIA DA SUGHERO.
Salendo verso il Castello incontrerete splendidi esemplari di PINO DA PINOLI, PINO MARITTIMO e PINO NERO.
Il Giardino Mediterraneo che incontrate salendo verso il Viale delle Camelie, pur non facendo parte del progetto originario, raccoglie un interessante gruppo di piante esotiche, in particolare di PALME, AGAVE, CYCAS e PIANTE SUCCULENTE.