Architetture e belle arti
Gli edifici da giardino del parco sono stati progettati da Michele Canzio e rappresentano interessanti esempi di espressione ottocentesca genovese.
Particolarmente significativi i tre elementi neogotici, la Tribuna, il Mausoleo e la Cappelletta, che ricalcano forme medioevali realizzate ora con materiali da reimpiego, come nel caso delle due colonnine della Cappelletta, o con le nuove tecnologie dei metalli come nel caso delle inferiate in ghisa della Tribuna.
Rivelano un particolare interesse del progettista per le forme orientali i padiglioni in stile moresco e cinese che compaiono ampiamente studiati ed elaborati nei disegni di scena eseguiti dal Canzio per il teatri Carlo Felice.
Notevole l'invenzione scenografica applicata al neoclassico Arco di Trionfo che è trattato sul retro come una baita montana.
La statuaria presente nel giardino si deve in gran parte allo scultore genovese Giovanni Battista Cevasco, contemporaneo del Canzio, al quale si devono la statua della marchesa Clelia Durazzo, oggi conservata nel Palazzo Durazzo Pallavicini di Genova, i due cani di marmo posti sui pilastri all'ingresso del parco, i bassorilievi allegoria dell'autunno e della primavera della Casa del Caffè, le statue dell'Abbondanza e della Letizia dell'Arco di Trionfo, la statua di Diana e i quattro Tritoni del Lago Grande, le Giardiniere di Flora, la Silfide alata del Viridario, la statua di Flora posta sul tempietto omonimo, nonchè il busto marmoreo di Michele Canzio, sito in prossimità della grande canfora del Lago Grande, che il marchese Pallavicini riconoscente fece scolpire all'insaputa del grande ma modesto artista.
Le statue di Leda, Pomona, Ebe e Flora della Casa del Caffè sono dello scultore Carlo Rubatto, i dipinti in ornato dei vari padiglioni sono del Canzio, le figure del pittore Danielli, gli stucchi del Tempio di Flora di Ippolito Centanaro, quelli della Casa del Caffè di Ercole Peduzzi e Domenico Conza mentre la madonnina dipinta ad affresco nella Cappelletta era opera del pittore genovese Giuseppe Isola.
Il gruppo dell'aquila e del coccodrillo, realizzato in ceramica, oggi restaurato con tecnologie moderne, è dello scultore genovese Quinzio.